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         Esperienze Erasmus Outgoing

Nicole a Granada durante la presentazione della SSML
Nicole a Granada durante la presentazione della SSML

 


2014-2015 - Un anno a Granada

 

Mi chiamo Nicole e ho vissuto la mia esperienza Erasmus di 10 mesi a Granada nella Facoltà di Traduzione e Interpretariato. Granada è una città bellissima, quasi creata a regola d’arte per noi studenti perché aldilà dell’università ben fornita e all’avanguardia offre moltissime attività che aiutano ancora di più a entrare in contatto con l’ambiente internazionale che si respira. Parlo di tandem linguistici, attività di cultura e volontariato, gite e viaggi nei posti più belli dell’Andalusia e molte altre attività. Ho amato Granada fin dal primo giorno in cui sono arrivata e chi come me la sceglierà per il suo Erasmus la lascerà a malincuore. Amerete la cucina (e le famosissime tapas), la cordialità della gente e l’aria di festa tipica spagnola. Io sinceramente non chiedevo di meglio che trovare un mix perfetto tra studio e divertimento che però mi permettesse anche di apprezzare le meraviglie di questa città e immergermi nel ritmo dei granadini (e non sarà per niente difficile). Quindi preparatevi all’esperienza più bella e costruttiva della vostra vita!

Una voce Erasmus nel bel mezzo d´estate germanica

Susanna Lombardo –  Erasmus Placement 2013/14

e-mail: susanna1328@yahoo.it

 

 

Svolgere uno stage lavorativo all’estero per tre mesi, lontana dalla tua famiglia e dai tuoi amici, lontana dalla tua città e dal tuo Paese? Io lo sto facendo e vi assicuro che ne vale veramente la pena! Ho scelto di partire per un’esperienza del genere perché sentivo che questo era quello che mi serviva, quello di cui avevo bisogno per migliorare non solo la mia conoscenza del tedesco, ma soprattutto me stessa.

Da fine giugno sto lavorando in un hotel a Monaco di Baviera, nell’ambito di accoglienza/assistenza clienti presso i due ristoranti principali, per poi passare in reception tra due settimane. La mia permanenza in questa città meravigliosa si sta rivelando utilissima, non solo per quanto riguarda il miglioramento delle mie competenze linguistiche, ma anche, e soprattutto, a livello culturale e di vita: lavorando cinque, massimo sei ore al giorno, mi risulta ovviamente possibile visitare la città, le sue chiese, le sue gallerie e i suoi musei, magari in compagnia di qualche mio/a collega tedesco/a. Dal direttore dell'hotel ai miei capi, dai dipendenti agli altri stagisti, sono tutti estremamente gentili con me e fanno il massimo affinché possa sentirmi integrata e godere a pieno dei vantaggi di una simile opportunità. Certamente, stare qui non è una passeggiata e mi richiede un impegno notevole, ma, del resto, nella vita nulla ti viene regalato e devi darti da fare se vuoi costruirti un futuro e fare strada. Io cercavo proprio questo: un’esperienza che mi facesse provare cosa significasse lavorare in un altro Paese e fare un tuffo in un’altra cultura, in un altro modo di vivere e in un’altra mentalità. Ecco, io tutto questo l’ho trovato.

Pur essendo passato neanche un mese dal mio arrivo a Monaco, posso affermare di ritenermi pienamente soddisfatta di questa fantastica esperienza che mi sta permettendo di vivere a 360 gradi ogni aspetto della lingua che amo, il tedesco, e di conoscere centinaia di persone ogni giorno, tra ospiti dell'hotel e nuovi amici, con cui poter intrattenermi e scambiare opinioni sugli aspetti più disparati. Lavoro con persone che si rimboccano le maniche quotidianamente e sto imparando realmente anche io a farlo, cercando di offrire un'assistenza dignitosa ai clienti e impegnandomi al massimo per imparare sempre di più. Sto facendo di entusiasmo, cuore, passione e determinazione il mio pane quotidiano. Ogni singola persona mi sta regalando e insegnando qualcosa di nuovo che mi sta formando, aiutando a crescere e che mi tornerà certamente utile un domani. Sto imparando che se hai un obbiettivo nella vita non devi aspettare che qualcuno lo raggiunga per te o che il tempo te lo faccia raggiungere, ma afferrare il tuo sogno, importi di realizzarlo e cominciare a coltivarlo, nutrendolo ogni giorno di nuove esperienze.

Molto spesso i miei parenti e i miei amici mi chiedono: “Se potessi tornare indietro, partiresti di nuovo e rifaresti tutto quello che hai fatto, anche se questo ha significato sacrificare la tua estate?” Beh, in questo mese, la mia risposta è sempre stata: “Rifarei questa scelta altre mille volte. Tutto ciò non ha prezzo ed è cento volte meglio di un’estate al mare”.

Laura, Monaco di Baviera 2012/2013

 

L’Erasmus è un’esperienza che consiglierei a tutti di fare. Nonostante le difficoltà che all’inizio si possono avere vivendo lontani da casa in un paese straniero, quello che si impara non ha prezzo. Dopo un anno all’estero si incomincia a vedere il mondo da una nuova prospettiva, si impara ad affrontare e gestire i problemi e si acquisisce una nuova filosofia di vita. Oltre all’arricchimento culturale che si vive stando a stretto contatto con la gente e la cultura del posto, emerge anche una voglia di fare, un entusiasmo, una grinta che non solo vanno a influire positivamente sullo studio, ma portano anche ad ottenere i primi successi in ambito lavorativo. L’Erasmus è la possibilità di aprire i propri orizzonti, buttarsi in nuove esperienze e gettare le basi per il proprio futuro. È un’esperienza segna profondamente e che migliora se stessi.

lau_della@hotmail.it

 

 

Michele, Leiden 2012/2013

 

Partire per un semestre all'estero o no? Io non avevo dubbi anzi, ero così convinto che al posto di un solo semestre ho deciso di rimanere per un anno intero! Capisco che partire per così tanto tempo non è facile; ci si allontana dalla famiglia, dagli amici, dall'ambiente che conosciamo bene. Ma i vantaggi di un'esperienza simile sono incalcolabili! Si impara ad essere indipendenti (fare il bucato in tempo per non rimanere senza mutande), ad amministrare il denaro (spendere il giusto al supermercato senza rinunciare al miglior junk food), condividere gli spazi (indispensabile se vivi con altri 8 studenti), cavartela da solo (in casi spiacevoli come un incidente stradale). Impari a guardare oltre le piccole differenze (scoprendo che uno studente italiano può trovare in un ragazzo francese uno dei migliori amici di sempre) e così ti rendi conto di far parte di una realtà ben più ampia di quella nazionale, inizi anche a dare un vero significato al concetto di “cittadino europeo”. Solo lontano dal paese di nascita ci si rende conto che dopotutto noi studenti italiani non siamo così diversi da quelli olandesi (o di qualsiasi altro paese EU). È una sensazione difficile da spiegare, ci si sente uniti da qualcosa che non è l'essere provenienti dall'Italia o dall'Olanda, ti accorgi di far parte di un gruppo ben più ampio, quello degli studenti europei.

Io sono Michele, studente di Olandese e per un anno di studio a Leiden ho deciso di andare fuori corso. Non ho “perso” un anno, ho convissuto con altri 8 studenti olandesi, lavorato tutte le mattine in un supermercato, percorso ogni giorno 15/20 km in bici e sono stato colto diverse – troppe – volte di sorpresa da un acquazzone, ho frequentato più di 10 corsi tutti in lingua, sono stato coinvolto in un tamponamento a catena in autostrada, ho pianto per l'assenza dei miei cari, ho riso allo sfinimento con le persone che ho conosciuto durante il mio soggiorno e mi svegliavo ogni mattina sempre più convinto di quanto fosse fantastico tutto quello che stavo facendo.

Indeciso se partire o no? Se vuoi ascoltare il mio consiglio, inizia a preparare le valige! L'Erasmus è un'esperienza fondamentale ed indispensabile nella crescita individuale di tutti noi, frase fatta? NO, esperienza personale!

        valca90@gmail.com

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Sarah Verhoeven (Johannes-Gutenberg-Universität Mainz)

Anno accademico 2014/2015 (1°+ 2° semestre)

Milano è una citta bellissima, magari un po’ troppo rumorosa e caotica, c’è sempre molto traffico e si suona il clacson troppo, ma ci sono molti posti bellissimi. Le mie preferite sono le Colonne e la Darsena, dove si incontrano i giovani alla sera e i Navigli, dove si può fare un aperitivo con pochi soldi, cioè si paga più o meno 10€ per un cocktail e un buffet grandissimo.  Anche la rete dei mezzi è ottimale, era sempre facile raggiungere un posto, purtroppo però ci sono gli scioperi dei mezzi, una volta per esempio dovevo restare all’università quasi tutto il giorno perché non c’era la metro e quindi non potevo ritornare a casa.
La vita qua a Milano è stata molta diversa rispetto alla Germania: gli italiani sono più aperti, quindi era molto facile fare amicizia.  Sono gentilissimi e vogliono sempre aiutare, per esempio a lezione mi hanno sempre chiesto se capisco tutto e hanno sempre parlato con me. Qua di solito la gente è più rilassata che in Germania, non c’è fretta di fare qualcosa.
L’università è molto piccola, una cosa che mi è piaciuta tanto. In ogni corso di traduzione ci sono circa 10 persone, allora i prof conoscono gli studenti personalmente e possono aiutarli quando ci sono problemi. È anche più facile fare conoscenza con gli altri studenti, soprattutto come studente Erasmus. Gli altri lo vedono subito e cominciano a parlare con noi e ci aiutano. La distanza tra i prof e gli studenti è minore: in Germania di solito c’è un prof che parla e gli studenti ascoltano, normalmente non ci sono delle discussioni, qua invece, in ogni corso gli studenti discutono con i prof. Quando si vuole dire qualcosa, in Germania si chiede di prendere la parola alzando il braccio, qua invece, si comincia semplicemente a parlare. Siccome non ero abituata a questo, prima era un po’ strano, dopo un po’, però mi è piaciuto.  
Sono comunque molto contenta di aver fatto l’Erasmus in Italia, non solo perché ovviamente la conoscenza della lingua si migliora, masi.  anche perché durante quest’anno ho imparato molte cose della cultura italiana e perché ho conosciuto molte persone di paesi diversi.

ECTS - guida italiano
ECTS guide_it.pdf
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IN LINGUA TEDESCA